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lunedì 25 novembre 2013

Me, my self and I.


-77

Dal 17 ottobre 2011 c’è una mamma in più al mondo. Io.

Cosa mi direi se mi incontrassi prima di quel giorno?


Non preoccuparti, il 17 non porta sfortuna come dicono.

Non insistere troppo per avere il papà in sala parto. In quel momento ci potrebbe essere anche Elton John e tutto il pianoforte a coda, che non te ne accorgeresti. L’unica cosa che potrà dirti quel pover’uomo è: “respira" e "spingi”.

Esattamente tre giorni dopo il parto, i tuoi ormoni si uniformeranno alla maggiorparte delle neo mamme e decideranno di farti piangere a caso, come a una trasmissione della De Filippi.

Ricordati che arriverà un momento in cui troverai tuo figlio pronto a immergere il suo biscotto preferito nel water. Quindi, vacci piano con lo sterilizzare, disinfettare e bollire, perché la battaglia contro lo sporco è persa in partenza.

All’inizio, il cambio pannolino sarà più lento di un regionale di Trenitalia, ma in pochi giorni farai la stessa operazione con una mano sola, facendo una telefonata e mettendoti lo smalto.

Il primo ruttino non si scorda mai. Ma evita di fare i cento metri piani tra sala e cucina, nel cuore della notte, aspettando il buffetto reale! Magari non lo farà e tu, intanto, sei già arrivata a Tokyo con lui sulla spalla.

Ti diranno che non hai abbastanza latte e che dovrai usare quello artificiale. Fai un bel respiro e no panic perché, credimi, non ti arresteranno per questo!

La notte del 15 maggio 2012, vedrai tuo figlio contorcersi nel suo lettino e tu morirai un po’ dentro. Non preoccuparti, è quella bestiaccia dell’otite. Il giorno dopo ci riderai già su (con 10 anni di vita in meno).

Tutti, e dico tutti, gli spaventi più grandi li prenderai mentre sei in piena fase REM. Mettitela via, è la regola: il pronto soccorso lo visiterai sempre di notte.

Non ridere tanto di quelle coppie con figli che parlano di cacca a tavola, come se fosse l’ultima delizia di qualche chef francese. Perché lo farai anche tu, eccome se lo farai, ed entrerai in dettagli così scabrosi che nemmeno Hannibal Lecter finirebbe la sua cena.

Puoi imparare a memoria tutti gli esercizi che rilassano il tuo pavimento pelvico e rendono il parto più dolce… ma, a un certo punto, ti trasformerai comunque in una specie di Minotauro, mezza donna e mezza iena, e urlerai solo: “Fatelo uscireeeeeee”.


Ma una cosa ci terrei proprio a dirmela, se mi incontrassi con Marco ancora nella pancia. Arriveranno giorni in cui ti sentirai la più sfigata, inetta, sola, inadeguata, imperfetta, lacrimosa, fragile, isterica, lunatica mamma del mondo.

Rilassati, quei giorni non sono ancora passati. 
E tu sei qui a riderci un po’ su, con la voglia di inventarti sempre qualcosa di nuovo. 

Perché è l’intuizione l’unica via capace di portare a nuove scoperte. (Bill Bernbach, citando Einstein)

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