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martedì 8 aprile 2014

La multa.


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“Ogni legge, consiglio, avviso esige qualcuno che le rompa” (Kessels - Kramer)

Sono sempre stata una precisa, io. Fin da bambina.
Forse, non era molto normale che il mio gioco preferito fosse riordinare la mia stanza, per poi non farci entrare più nessuno e godermi in santa pace tutto quel meraviglioso ordine.

Sì, è vero, sono figlia unica ma non per forza, tutti quelli che nella vita non hanno dovuto dividere i genitori con nessuno, si ritrovano con palesi tendenze ossessivo-compulsive.

Questa mia mania per l’ordine porta con sé alcuni inevitabili aneddoti divertenti. Per esempio, quando mio padre mi studiava come fanno gli scienziati con i loro topolini. Amava spostare di qualche millimetro alcuni soprammobili, bamboline o ninnoletti, e poi aspettava che arrivassi in camera mia. Appena entravo, andavo dritta a sistemare tutto quello che vedevo fuori posto, in automatico, senza neanche pensarci. Mi cronometrava e teneva i miei tempi migliori! Questa cosa è attualmente uno dei racconti preferiti di mio padre alle cene con i parenti. Ahimè.

I miei se la ridevano, forse perché allora non c’erano canali come Fox Crime e non si rendevano conto che la loro unica figlioletta aveva il profilo psicologico di metà dei serial killer più temuti di tutti i tempi.

Ma la storia ha dato ragione a loro, e crescendo non mi sono mai messa nei guai, pur rimanendo un tantino rigida su due o tre atteggiamenti. 

E cosa succede a chi è sempre intransigente? Più con se stesso che con gli altri, intendo. Succede che perde totalmente l’elasticità per poter commettere anche la più piccola, insignificante infrazione.
Infatti, posso starne certa, vengo sempre beccata!
È quello che è successo oggi, mentre andavo in bicicletta e, per superare un incrocio, sono passata sul marciapiede. 

Si può andare sul marciapiede con la bicicletta? Noooo.
Certo, si può fare, se vuoi evitare di essere falciata da automobilisti poco amanti delle due ruote a pedali.  Però, se ti fermano, sei nel torto. Non ce n’è.


E così è stato. Mica mi sono presa una multa vera. Forse qualcosa di peggio: un’intera scolaresca stava facendo una bella lezione di educazione civica, con tanto di vigili al seguito. Ecco, io sono capitata proprio nel bel mezzo del loro cammino didattico. Così, mi sono beccata la LORO multa e una bella figuraccia davanti a questi marmocchietti di terza elementare, che non si sono certo tirati indietro e mi hanno bacchettato per bene. Queste pesti insignite per un giorno del potere di rimproverare gli adulti. E quando gli ricapita?!

Meno male che non avevo Marco con me. Come avrei potuto spiegare la situazione al MIO marmocchietto in piena fase: 

“No mamma Isa tu sbagliato. No sbagliato Marco. Sbagliato tu.”



Per ora, questa è solo una cosa in più che non racconterò a mio figlio




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