Google+ Followers

mercoledì 19 marzo 2014

L'eterno secondo.



-54

Oggi è il giorno dedicato a quel personaggio che nella famiglia italiana è sempre un po’ dimenticato. Diciamolo: la mamma italiana è famosa in tutto il mondo. L’abbiamo esportata così bene, che è entrata di diritto nei luoghi comuni del Belpaese: pizza, mandolino e la mammmmmma!

Ma, se è vero che di mamma ce n'è una sola, è papà a non avere plurale.

Oggi è la festa dell’attore non protagonista, quello che anche quando vince l’Oscar, tutti si domandano: ma che film ha fatto?

Che poi, in fin dei conti tutto parte da loro, in realtà. Eppure, questi poveri papà, passano via, via in secondo piano, anche se si devono sorbire donne irriconoscibili, con voglie al limite della legalità sanitaria, con sbalzi di umore che il Dottor Jekyll e Mr Hyde, in confronto, erano sani di mente.

Lei: Aggiungi un cuscino,
togli un cuscino.
Portami un gelato, anzi no, la Nutella,
mettici qualche patatina…

Lui: Ma vuoi le patatine con la Nutella???

Lei: Sììì, bella idea! Porta, porta!

È pur vero che noi ci subiamo le doglie e il parto, che io avrei scambiato volentieri con il genere maschile, al posto del servizio militare. Ma adesso non c’è più e non saprei cos’altro barattare.

In ogni caso, io al mondo dei papà voglio bene, perché si sono evoluti un sacco. 
Forse hanno fatto più passi avanti delle mamme, a dire il vero.

I nostri padri dicevano cose del tipo: a me la cacca di mio figlio fa proprio schifo, non riuscirei mai a cambiarlo. Forse pensavano che le loro signore, invece, ci banchettassero, con i residui chimici da pannolino!

Adesso i papà almeno ci provano: spesso Marco ha la maglia di un pigiama invernale con dei pantaloni estivi. Praticamente, una quattro stagioni ambulante, con tanto di calze scompagnate.
Altre volte, lo ritrovo nel letto con le ciabatte ancora ai piedi, rigorosamente sotto le coperte. Non voleva proprio saperne di toglierle! È la solita difesa d’ufficio.

Marco, con me, fa i puzzle nel modo convenzionale. Con suo papà si sono inventati i puzzle “matti”, tutti invertiti: la testa del lupo col corpo della giraffa e le gambe della mucca. E giù le risate!
Questo è il succo del discorso: i papà sanno essere più matti. Escono dal loro ruolo di genitore, più di quanto facciamo noi mamme. E mi sono anche sforzata, non è che non l’ho fatto, ma alla fine, io sono quella delle regole, scherzose, giocherellone, ma pur sempre regole.

Oggi voglio fare gli auguri a questi attori non protagonisti e per un giorno (non vi ci abituate) farli sentire al centro della scena.

Perché solo chi è al secondo posto, non si stanca mai di provarci, per cercare di arrivare primo.

Ecco perché, ho deciso di regalare a tutti i papà uno dei capisaldi della creatività internazionale, che porta dentro di sé questo concetto semplicissimo e verissimo. È dedicata ai numeri due, che vogliono diventare numeri uno!
Nasce dalla mente di uno dei padri della pubblicità: Bill Bernbach.

Quindi, da padre a padre: tanti auguri!




Nessun commento:

Posta un commento